martedì 8 maggio 2012

"Pari o dispare": donne ancora strumentalizzate ed i loro diritti svenduti?


Proprio questa sera ho ricevutro un'invito a partecipare ad un evento che mi ha lasciato di stucco.
L'evento si chiama

“L’unione laica contro tutte le discriminazioni”

si terrà a Milano Giovedì 10 Maggio, ed è organizzato da Pari o Dispare insieme ad Equality Italia. Mi ha incuriosito il nome dell'evento, sembra quasi un pò polemico.
Vado a leggere i nomi dei partecipanti al dibattito:Daniele Nahum, Vice Presidente Comunità ebraica Milano e David Piccardo, Coordinatore CAIM.
Si.. ho letto bene.. David Piccardo.. fratello di Hamza (Roberto) Piccardo, entrambi convertiti vicini all'UCOII, organizzazione Islamica legata ai Fratelli Musulmani.
Come da recente cronaca politica, ha preso il sopravvento l'ala più estremista delle associazioni Islamiche legata appunto ai Fratelli Musulmani, a discapito dell'ala più moderata.
Sono sempre più scioccata di quanta manipolazione ci sia sull'argomento. Guardiamo la situazione nel nord'Africa. Quella che una parte della polica e dei media italiani, tentano a tutti i costi di propinarci come una primavera, rivela sempre più la sua vera faccia, cioè un'autunno, e quelli che cercando di dipingerci come dei moderati in realta sono e sempre saranno dei fondamentalisti Islamici: i Fratelli Musulmani.
Stiamo vedendo cosa la coalizione tra Fratelli Musulmani e Militari sta provocando in Egitto: intolleranza anticristiana, test di verginità sulle manifestanti, proposta di abbassare l'età per contrarre matrimonio a 14 anni, hanno reso legale il "sesso dell'addio", vale a dire che il marito può fare sesso con la moglie morta fino a 6 giorni dal suo decesso.
In Tunisia hanno dato fuoco all'emittente televisiva che ha trasmesso Persepolis, e all'interno del nuovo governo c'è stata la proposta del ritorno delle odalische - o concubine - per la loro utilità sociale di oggetti sessuali.
Ed in entrambi i paesi, repressione violenta dei manifestanti.
Questa sarebbe la primavera araba dei fratelli musulmani.
Il caro Hamza Roberto Piccardo lo conosco poi personalmente, ho avuto diversi scambi / scontri con lui quando ho intrapreso il mio cammino di conoscenza dell'Islam per motivi personali.
E' lui che si è occupato della traduzione della versione del Carono in Italiano più venduta in Italia, che, almeno a detta dei miei amici islamici arabo-madrelingua, ha provveduto ad una traduzione del Corano molto rigidida e misogina, ad incominciare dal famigerato versetto 34 della Sura IV An-Nisà.
Personalmente dopo diversi confronti sono giunta alla conclusione che Piccardo è un maschilista subdolo manipolatore. Politicizzato fino alla nausea, con le sue prediche il venerdì in Moschea da grosse spinte oltre che alla sua anche alla carriera politica del fratello.
All' evento nessun esponente rappresentante della visione cristiana. Mmah, forse ci sarà un motivo
Più rileggo il programma dell'evento, più vedo una strumentalizzazione ideologica e politica della donna, in una direzione preoccupante, davvero preoccupante.
Continuano a fare politica sulla nostra testa e sui nostri diritti. Ci usano, ci strumentalizzano. Ci facciamo usare e strumentalizzare, per la smania da riflettori.
Concludo con un video che ritrae una donna coraggiosa. Eh si, perchè di donne coraggiose, anonime, ce ne sono, ed a quanto pare nell'altro lato del mediterraneo di più che in Italia. Anche se i riflettori dei media occidentali sempre più intorpiditi dal petrolio non le investono, ci pensa YouTube ;-).

E' Khaoula Rachidi, la giovane studentessa che ha difeso il drappo tunisino, sostituito con la bandiera nera dell'Islam, durante i disordini dell’università di Tunisi La Manouba, il 7 Marzo scorso.

venerdì 4 novembre 2011

Serviziopubblico.it.. che delusione!

Io che sono sempre stata una grande estimatrice di Travaglio.. aimè, devo ammettere che Servizio Pubblico, ieri alla prima trasmissione, è stato una gran delusione.

Ad iniziare dal format.

E' stato riproposto il format classico televisivo.. costruito, impostato, finto, non interattivo. Ma il media è diverso! Perchè non sono state sfruttate le potenzialità di internet?

Ci sono tanti servizi, anche open-surce (gratuiti) di video streaming, che integrano per esempio la possibilità degli utenti che seguono la diretta di interagire con chi è al di la della telecamera, attraverso una chat pubblica.
Questa potenzialità non è stata sfruttata.

Ci sono dei servizi di video streaming che integrano twitter.. e comunque potevano creare un hashtag (#) ufficiale della trasmissione, in modo da recepire il feedback in tempo reale da parte del pubblico.

Anche questa potenzialità non è stata sfruttata.

Io ho seguito la diretta dal sito http://www.serviziopubblico.it/ ... peccato che nel momento in cui lanciavano il sondaggio on line sulla pagina Facebook della trasmissione, non c'era un link diretto alla stessa per parteciparvi.

Insomma, ancora una volta la possibilità partecipativa e collaborativa del mezzo internet non è stata sfruttata.. anzi tutto è stato controllato, manipolato, imposto.

Inoltre.. se hanno fatto fundraising nella rete.. perchè riproporre la pubblicità? O finanzia il pubblico (attraverso il canone o una donazione di 10 euro) o la pubblicità. Non ti bastano le donazioni... male!!!
Il web è libero, non ci sono diritti da pagare.

La pubblicità non solo disturba, ma vuol dire legare l'informazione al potere economico.
Tra le pubblicità mandate in onda, c'era quella di Sorgenia che si occupa di energie alternative. Come sappiamo, Sorgenia è controllata al 52% da una società di De Benedetti.

E quì passiamo ad un'altro punto.. l'ospite inatteso: Diego Della Valle, nella veste di paladino anti-berlusconiano, premuroso, paterno e preoccupato per il popolo.

Peccato che nessuno tra i giornalisti presenti, compreso Travaglio, gli ha fatto notare che è stato lui stesso a finanziare la nascita di Forza Italia.
Peccato che nessuno dei giornalisti presenti gli ha fatto notare, che Della Valle è stato uno dei paladini della delocalizzazione, grazie ai trucchetti della legge sul Made in Italy annacquato voluto dalla sua lobby, grazie alla quale è possibile apporre il made in Italy su prodotti fabbricati all'estero, ma assemblati ed imballati in Italia.

In questo modo oltre ad essere schiacciati i piccoli e medi produttori, legati al territorio e quindi impossibilitati volenti o nolenti a delocalizzare, si è creata disoccupazione, e si è venuto sempre perdendo il patrimonio artigianale italiano.

E che cosa gli hanno messo a controbattere? Due giovani i quali, con tutto il rispetto, hanno riproposto il solito polpettone del reddito minimo garantito, salvaguardia delle pensioni, anticapitalismo ecc ecc...

Nessuno per esempio ha parlato di una nuova etica di impresa, basata sulla valorizzazione dell'artigiano e delle tipicità locali, della filosofia del km 0 e della filiera corta, in tutti gli ambiti non solo quello alimentare, meno impattante sull'ambiente e che crea coesione sociale e lavoro..

Della Valle non vuole fare politica? Innanzi tutto non è vero, ha parlato di un nuovo governo tecnico dove anche gli industriali hanno voce.. (per mantenere i loro privilegi di casta).
Non è vero perchè ha sempre fatto politica, finanziando chi gli conviene e fa i suoi interessi, o piazzando persone a lui vicine (una delle sue tre mogli, è un politico locale).

Insomma che dire.. De Benedetti.. Della Valle.. dietro a Serviziopubblico c'è una bella Lobby.. antiberlusconiana (viviamo nella libera concorrenza no?) ma pur sempre lobby e casta.

Sono profondamente delusa perchè mi aspettavo molto.. invece sono sempre le stesse logiche.. anche se travestite.

lunedì 24 ottobre 2011

La nuova Tunisia:censurato Persepolis,film sui diritti delle donne e la tolleranza religiosa.E le "femministe" dove sono?

La settimana scorsa ho pubblicato un post, con la scritta "Censored" ed ho cambiato l'immagine profilo della Pagina Facebook.

Eh si, perchè questa ondata di protesta nata nel genniaio 2011 nel Magreb e che ci sta investendo, porta con se tante contraddizioni, voglia di cambiamento, ma anche tanta intolleranza, censura... e sospetti. Sospetti di manovre, strumentalizzazioni... estremizzazioni.. frustrazioni.

E' difficile non lasciarsi trasportare, e mantenere un barlume di indipendenza critica ed intellettuale.

Tanti gli accadimenti, tante le riflessioni... tanto ho da scrivere ed aimè ho poco tempo per farlo in questo momento delicato, anche per la vita professionale e personale.

Il tema di Oggi è la Tunisia, stiamo aspettando il risultato delle elezioni, il primo banco di prova di questa ventata che ci sta attraversando.  Preme il pericolo estremista, staremo a vedere.

Nell'attesa dei risultati delle urne, vorrei ricordare un avvenimento emblematico, che è successo all'inizio della scorsa settimana.

Domenica 9 ottobre a Tunisi una folla di 300 persone ha tentato di incendiare la sede della Nessma, una televisione privata, “colpevole” di aver trasmesso – il venerdì precedente – Persepolis, il film d’animazione di Marjane Satrapi. La trasmissione del film in arabo dialettale tunisino era una prima visione in Tunisia. In seguito a tale trasmissione, sono comparsi su Facebook degli appelli a bruciare Nessma e a uccidere i giornalisti.

L'11 Ottobre, Nabil Karoui, direttore della televisione privata Nessma, ha chiesto scusa pubblicamente.


Da wikipedia: "Persepolis è un film d'animazione del 2007, candidato all'Oscar, basato sulla graphic novel autobiografica omonima. Il film è stato scritto e diretto da Marjane Satrapi, l'autrice delle memorie, e da Vincent Paronnaud. La storia (che è un romanzo di formazione) inizia poco prima della Rivoluzione iraniana. Nel film viene mostrato, inizialmente attraverso gli occhi di Marjane a nove anni, come le speranze di cambiamento della gente furono infrante lentamente quando presero il potere i fondamentalisti islamici, obbligando le donne a coprirsi la testa e imprigionando migliaia di persone. La storia si conclude con Marjane, ormai ventiduenne, che espatria. Il titolo è un riferimento all'antica città storica di Persepoli.Il film ha vinto il Premio della giuria al Festival di Cannes 2007 ed è stato distribuito in Francia ed in Belgio il 27 giugno 2007. Nel suo discorso durante il ricevimento del premio a Cannes, Satrapi ha detto: "Nonostante questo film sia universale, voglio dedicare il premio a tutti gli Iraniani."



Ecco il trailer del film in Italiano:


Un tema predominante in questi mesi, è che la lotta ideologica e di potere, viene fatta aimè anche sul corpo delle donne, sulle quali vengono fatte mille pressioni, alimentata anche da alcune donne, il problema è che spesso quasi con toni quasi auto-punitivi, o involutivi rispetto al cammino che il movimento femminile ha percorso fino ai giorni nostri.

Ne abbiamo già discusso tante di quelle volte!
Il nostro corpo, ed il nostro apparire, è diventato un campo di battaglia.. ma perché non ci lasciano.. e non ci lasciamo.. in pace!

Il video ci ripropone il tema del velo, dello scoprire e del coprire. Un tema che in realtà, se facciamo un tuffo indietro nella storia ci riguarda molto da vicino. Riporto dall'articolo "Velo e società": "Nelle culture antiche presenti nella zona [Palestina ndr], esso rappresentava un segno di distinzione tra le donne ricche e nobili dalle prostitute e dalle schiave, che avevano l’obbligo di girare a capo scoperto. Tutelava quindi le donne rispettabili."


Che poi non è altro che la traduzione di quanto scritto nel Corano:

« Dì ai credenti di abbassare il loro sguardo e di essere casti. Ciò è più puro per loro. Allah ben conosce quello che fanno. E dì alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto (khumur) e non mostrare dei loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri….. e non battano i piedi sì da mostrare gli ornamenti che celano…” (XXIV,30-35)

Non dimentichiamoci che il velo fino a qualche decennio fa era un obbligo anche nelle nostre Chiese (dovuta ad una lettura parziale del testo Prima Lettera ai Corinti -1Cor 11.. parziale perchè nello stesso testo si sancisce l'uguaglianza dell'uomo della donna e la non obbligatorietà del velo "la lunga chioma le è stata data a mò di velo" ndr).

Mi ha colpito un giorno un commento di una lettrice del blog sulla Pagina Facebook... la signora, calabrese, disse che per le sue figlie (la signora ha circa l'età di mia madre) si sarebbe aspettata, dopo tutte le lotte che pensava vinte delle femministe del suo tempo - laiche e cattoliche - la possibilità di indossare vestiti futuristici, piuttosto che vederle dibattere ancora sul velo, che al suo paese (in Calabria) quando era giovane le ragazze erano obbligate socialmente ad indossare. Se un ragazzo toccava o toglieva ad esse in pubblico il velo, erano obbligate a sposarlo altrimenti sarebbero state svergognate.

Invece eccoci quì... ancora la nostra dignità si basa su un indumento, sulla cui assenza o presenza, si giustifica un giudizio, o azione di disprezzo o violenza.

In fondo faciliteremo il compito a molti se distinguiamo le donne tra puttane e spose sulla base di un fazzoletto in testa! Nulla di più semplice e comodo.

Al Femminist Blog Camp (che poi non è un vero Camp, ovvero libera conferenza come usanza ormai da anni nel web... o forse lo è.. nel senso lo è ma non è proprio libero.. o forse si o forse no.. dipende se sei o meno in accordo con il pensiero di Femminismo a Sud, le organizzatrici.. quindi è libera ma il pensiero è imposto :-) Non sto impazzendo, è che mi è successo un bizzarro episodio, di cui vi racconterò nei prossimo giorni se la vita mi da tregua, e mi lascia il tempo di scrivere) nell'header, compare infatti in primo piano una donna velata. Quando chiesi ad una delle organizzatrici come mai (visto che se l'obbiettivo era quello di essere trasversali, quindi rappresentare tutte le etnie e religioni.. non è stato rispettato perchè l'unica cultura e religione rappresentata, oltre a quella "laico-occidentale" è quella "arabo-islamica", non troviamo infatti rappresentati altri abiti etnici o religiosi)  lei mi rispose "Ma lo conosci il movimento femminista islamista?".

E caspita se lo conosco il movimento Islamista.. si è opposto con le unghie e con i denti alla recente (2004) riforma del diritto familiare in Marocco, che ha dato maggiore dignità alle donne, come ad esempio la possibilità di sposarsi senza la necessaria approvazione di un uomo della famiglia, e la possibilità di intraprendere un procedimento di divorzio su basi più egualitarie.

Nessuno nega che ci siano donne islamiste. Parte della polizia iraniana, che letteralmente picchia le donne per strada se peccano di "bad vail" (velo non correttamente indossato) è composto da donne.

La scusa è sempre quella, qualsiasi apertura nei confronti dei diritti delle donne, è bollata come frutto della colonizzazione occidentale... tesi cavalcata, con non poca ignoranza sul tema (si arriva a giustificare il velo integrale) da alcune correnti politiche italiane.

Mi dispiace, che le ragazze di Femminismo a Sud, non hanno preso in considerazione femministe come Huda Shaarawi intellettuale  musulmana egiziana. Nel 1923, di ritorno da un convegno femminista "con le colleghe europee", ha avuto il coraggio di togliersi il velo al Cairo - prima donna a farlo pubblicamente - ed il bello è che le sue compagne l'hanno imitata!

Nawal El Saadawi, sua erede... che ha recentemente dichiarato ai media occidentali «Il velo e la nudità sono due facce della stessa medaglia. Le donne sono oggetti sessuali nel libero mercato. Io sono contro il trucco. La chirurgia plastica è un velo postmoderno». 


Peccato che le ragazze di Femminismo a Sud non hanno preso in considerazione Doria Ahmad Shafik, la figlia del Nilo ... o Ahdaf Soueif... o Gamila Ismail


Hanno forse preferito per l'ennesima volta, assoggettare il nostro corpo all'ennesima provocazione politico - ideologica, cadendo nel trabocchetto della strumentalizzazione.

La questione femminile è molto strumentalizzata, ed assoggetta alla brama di petrolio. Lo dimostra anche il Premiio Nobel per la Pace - premio molto politicizzato, basti pensare che nel 2009 è stato dato a Barack Obama, presidente del paese guerrafondaio per eccellenza dove ancora è in vigore la pena di morte - alla conservatrice Tawakkul 'Abd al-Salam Karman

Proprio l'altro giorno discutevamo con l'autrice di Mille ed Una Donna, sul fatto che le femministe italiane, al di la delle posizioni ideologiche, bisogna che si mettano a discutere e prendere delle posizioni forte sui veri diritti delle donne, e perché no, anche nei confronti del velo.
Sinceramente sono molto in crisi, a questo punto mi sto perdendo anche il significato del termine "Femminismo". Mi ci riconosco? Se questo è l'attuale femminismo, così contraddittorio ed autolesionista.. bhè.. no!

Ed abbiamo concluso che è ora che riaffermiamo con forza, che la nostra femminilità.. non è qualcosa da cedere a qualcuno, magari in esclusiva.. la femminilità è nostra, è bella, non si può ingabbiare... si può solo manifestare, come solo noi vogliamo.

Concludo con una bella riflessione, fatta da una ragazza che si era convertita all'Islam, ed ha indossato il velo.. per poi liberarsene definitivamente. Mi disse che il maschilismo occidentale ed orientale sono complementari, anzi sono la stessa cosa.. e che molto spesso donne occidentali si convertono e si mettono il velo perché sono stanche di lottare.

Io aimè non sono stanca, e non posso fare a meno di lottare!

Comunque c'è una cosa che forse secondo me è ancor più grave.. nonostante le mie ricerche.. nel sito Femminismo a Sud - spero, lo giuro, di sbagliarmi.. ed allora farò il mea culpa - non trovo alcun riferimento alle violenze compiute ai danni della giornalista americana Lara Logan, che l'11 febbraio è stata stuprata al Cairo, in piazza Tahir, da una folla di egiziani che stava festeggiando le dimissioni di Mumbarak. Stuprata per quasi mezzora, li.. in una piazza gremita di gente.. senza che qualcuno muovesse un dito per salvarla. Ehhh già già lei non aveva il velo a proteggerle i capelli biondi... e poi é una occidentale.. americana per di più!

Però denunciare questo stupro di gruppo, compiuto da rivoluzionari tra rivoluzionari alla luce del giorno in una piazza, non si può.. è da fascisti.. è da razzisti.. filo occidentali e colonialisti!

E' la dimostrazione, ribadisco, che la lotta ideologica avviene sul corpo delle donne, ed aimè, ci sono alcune di esse che lo permettono.

domenica 9 ottobre 2011

Un confronto tra donne sulla Sura An-Nisâ' (Le Donne) del Corano

Il mio scopo non quello di fare polemica facile. Vorrei puntualizzarlo all'inizio di questo post, perché so che andrò a toccare una questione spinosa.
Ci sono argomenti che oggi più che mai sono difficili da trattare.
Il motivo per cui lo sto scrivendo, è perché penso onestamente che sia molto utile e costruttivo il confronto, soprattutto se si tratta di un confronto tra donne.
Come ho già svelato in passato, la mia curiosità, e la mia continua ricerca intellettuale e spirituale, mi ha portata ad avvicinarmi all'Islam, confrontandomi anche con studiosi e credenti.
Con questo post la mia intenzione è di porre a conoscenza un piccolo confronto, che penso sia emblematico sulle mille pressioni, contraddizioni, significati culturali con cui ci dobbiamo confrontare nell'essere, appunto, donne.
Ho chiesto, in una conversazione, ad una donna Giordana, il significato del seguente versetto della Sura An-Nisâ' (Le Donne) del Corano:

"34. Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande."


Ovviamente non pretendevo una risposta completa, ed esaustiva, il mio scopo era piuttosto, di investigare come lei, donna musulmana, si rapportasse a tale versetto, magari in maniera diversa da me, magari in modo eguale.
La sua risposta è stata ben più articolata, andando a toccare anche altri "temi caldi", come per esempio il valore della testimonianza delle donne ai tribunali della sharia (che è la metà di quella degli uomini).

Faccio notare che io non ho dato nessuna interpretazione, ho solo chiesto il significato del versetto.

Riporto la sua risposta:

" Bello che certa gente si interessi all'Islam.Troppo divertente leggere e sentire che si da da fare ad interpretare versetti del sacro Corano e detti del Profeta (pace e benedizione su di lui) con una semplicità pazzesca.

34. Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele*. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande. *[“battetele”: interrogato in merito a questa forma di punizione maritale, l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) l'ha sconsigliata con fermezza e, in caso estremo, l'ha permessa a condizione di risparmiare il volto e che i colpi vengano inferti con un fazzoletto o con il siwâk (il bastoncino che si usa per la pulizia dei denti)]
--poi che la testimonianza della donna valga la metà..e il Hadit che hai usato è incompleto.
il profeta rispose :(sta nella scarsita di cervello e di religione) questo perchè?? semplicemente perchè la la memoria della donna confronto quella del uomo e piu debole(non tirarmi fuori le eccezioni) po la donna maggiormente si fa prendere dalle emozioni e ci sono quelle che non riescono a vedere il sangue o assistere a determinate situazioni,poi qundo hanno le loro cose avvengono delle VARIAZIONI AL LIVELLO DEL LORO SISTEMA NERVOSO ED ORMONALA.
PER QUANTO RIGUARDA LA SCARSITA RELIGIOSA..STA NEL FATTO CHE QUANDO HANNO LE LORO COSE NON PREGANO,NON FANNO IL RAMADAN O QUANDO SONO IN CINTA.
POI SE QUALCUNO COME TE MUSULMANO SIA O DIVERSO LE INTERPRETA COME FA COMODO A LORO ,SONO LORO IL PROBLEMA MA NON LA RELIGIONE."



Nella conversazione, ho soltanto controbattuto che a me non risulta che le donne abbiano minori capacità intellettive, l'eccellere femminile (rispetti ai colleghi maschietti) alle università ad esempio non è che sia tanto un'eccezione, come le tante infermiere,  la forte capacità fisica di resistenza al dolore (chi ha partorito lo sa bene!), viviamo anche di più... e forse alcune donne dovrebbero essere più coscienti delle loro facoltà ed essere più sicure di loro stesse.
La mia risposta è stata presa come un'offesa all'Islam, così ho preferito ringraziare e chiudere. Anche perchè l'atteggiamento era un pò sulle difensive (forse, lo ammetto, da parte di entrambe). Non sono alla ricerca di uno scontro, ma di un confronto.

La mia riflessione è che ci sono dei retaggi culturali comuni, c'è poi chi li ha canonizzati in maniera più o meno rigida o "evolutiva", chi ha dato risposte diverse... anche in momenti storici diversi.

Inoltre, permettetemi questa sferzata d'orgoglio... la donna, il suo sentire, percepire, la sua forza, il suo corpo... fa un pò paura, alcune volte anche a noi stesse!

Poi quanto questi retaggi siano fondati.. e quanto siano giuste o meno le risposte a tali retaggi, penso (spero) che non ci sia bisogno di ribadirlo. Vi lascio nella riflessione...

Io vado avanti, indomabile e curiosa... Buona notte!

PS: questa puntualizzazione *[“battetele”: interrogato in merito a questa forma di punizione maritale, l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) l'ha sconsigliata con fermezza e, in caso estremo, l'ha permessa a condizione di risparmiare il volto e che i colpi vengano inferti con un fazzoletto o con il siwâk (il bastoncino che si usa per la pulizia dei denti)] 
è la stessa riportata da Piccardo, un italiano convertito, nella sua traduzione del Corano, ma non c'è in tutte le versioni tradotte, come non in tutte le versioni tradotte è usato il termine "battetele".