lunedì 22 ottobre 2007

Il Governo: ma quale libertà di informazione?!? … Blogger sloggiati dalla rete

Blogger statevi zitti! Comunicare on line i propri pensieri ed emozioni è troppo scomodo: non ci sono altre soluzioni, se non oscurare, controllare e censurare.

E’ questo, dalla scorsa estate, il programma dei nostri cari politici, passato dalla sordina alla ribalta grazie all’avvocato Valentino Spalato, che su Civile.it ha comunicato la presenta di un disegno di legge sull’editoria on line.

Ecco che da tutta la Blogsfera si è alzato un più che legittimo grido di scandalo, passando da Blog a Blog, fino al Blog di Beppe Grillo ed alla pubblicazione, oggi, di un articolo al riguardo su E-polis.
Scrivere i propri pensieri liberamente sul proprio sito personale, ad una settimana dall’approvazione del consigli dei ministri, rischia di divenire un reato: sarà, infatti, obbligatoria una registrazione al ROC (Registro degli operatori di comunicazione).

Se la normativa entrerà effettivamente in rigore, per aprire un proprio Blog bisognerà registrarlo, quindi rispondere a dei requisiti fissati per legge, oltre che dichiarare la propria identità in quanto autore degli scritti. Se come pare si vogliono applicare ai Blog le attuali normative riguardanti la stampa, per possedere un Blog bisognerà essere un giornalista o pubblicista professionista.

Tutto questo non deve sorprenderci, in uno stato che mantiene la reminescenza fascista degli ordini dei giornalisti, dove tutti gli operatori della comunicazione devono poter essere individuati e controllati, in barba al principio della libertà d’informazione.

L’ordine dei Giornalisti non esiste in nessun altro stato democratico che si rispetti dove il principio della libertà di informazione si basa sull’altro importante fondamento del libero accesso ai mezzi di comunicazione di massa.

Sapete perché gli Italiani, nonostante siano meno pratici di nuove tecnologie rispetto ad altre nazioni occidentali, siano tra i maggiori scrittori di Blog? A mio avviso la motivazione sta proprio nell’omologazione dell’informazione in Italia e la ricerca di un mezzo di comunicazione libero e più sincero. Si, sincerità ed affidabilità, è questo quello che rappresenta oggi il web.

Questa è una verità, ma allo stesso tempo un paradosso. Nel mondo virtuale è facile la perdita di referenzialità, e questo comporta che, tra il tanto materiale diffuso su web, è difficile distinguere ciò che è veritiero e ciò che è fantastico. Allo stesso tempo però, ognuno è in grado di comunicare la propria verità, senza limitazioni né mezze misure. On line si può dire l’indicibile.

Questa legge è ormai in ballo già da qualche mese (dalla scorsa estate, ma solamente oggi ne conosciamo i dettagli, proprio dopo lo scalpore provocato dalle iniziative di Beppe Grillo che ruotano proprio intorno al suo Blog.

Dopo la denuncia dello scandalo, Gentiloni - Ministro della Comunicazione, e Di Pietro, hanno fatto un passettino indietro, ammettendo spudoratamente che hanno firmato la legge senza leggerla attentamente: andiamo bene!

Per approfondire:

Disegno di legge: http://www.palazzochigi.it/Presidenza/DIE/doc/DDL_editoria_030807.pdf

Articolo E-Polis : http://www.webgol.it/pdf/antoniosofi_epolis_roc_221007.pdf


Altri articoli dalla Blogsfera:

http://www.blogitalia.it/blogitalia_blog.asp?id=82


http://www.tomshw.it/news.php?newsid=11731


http://www.tomshw.it/news.php?newsid=11752


http://www.tomshw.it/news.php?newsid=11752

1 commento:

Arjuna C. ha detto...

http://maggiesboy.blogspot.com/

commento anche questa.
senz'altro non mi interesso di cose triviali come la politica (dylan), e non credo che vorranno mettere mano ad un sistema di introiti di grandi aziende come google o microsft, percò i blog saranno liberi ma solo screditati e dequalificati a diari. da un certo punto di vista non è importante che considerino questi dei diari, a me non importa di loro.