sabato 29 gennaio 2011

Del Bunga Bunga me ne infischio



Vi riporto questo post che ho scritto ieri:

"Sono in treno, andando ad un appuntamento per un incarico (speriamo bene, di questi tempi...), e carta e penna - ogni tanto amo sostituirle alla tastiera :-) - alla mano sto mettendo nero su bianco le mie riflessioni sulla tanta partecipazione all’iniziativa “Donne dicono NO! In questa settimana su Facebook "IO SONO..", la cui numerosità e condivisione di intenti, mi ha così felicemente.. scombussolata e sconvolta!
Mi dispiace di esser dovuta scappar via in questo momento di tanta partecipazione in cui abbiamo tutti gli occhi puntati addosso.

A quanto pare questa nostra piccola “battaglia”, che non è stato altro che una riappropriarci di noi stesse, della nostra identità, del nostro orgoglio... non è stata poi così silenziosa.
La mia sola premura, è che non sia solo un “risveglio” passeggero, ma che al contrario i nostri intenti continuino, anche nel quotidiano, anche nei piccoli gesti di tutti i giorni.
Forse, effettivamente, la mia è una stupida paura... in realtà le donne non hanno mai smesso di perseguire i propri ideali... perché quindi smettere dopo che sarà superato il clamore relativo al c.d. “Ruby-gate” a cui la nostra iniziativa è stata inevitabilmente, ed un pò lo è anche se indirettamente, collegata?

Ecco, forse una cosa ce la sta insegnando questa bellissima esperienza di condivisione e di arricchimento reciproco: a farci sentire e soprattutto condividere!

Come è successo per la settimana dedicata all’infanzia, quando Facebook si è trasformato in un mondo fatato di maghi, robot e principesse, che ci ha fatto ricevere le gioie di bambino, l’iniziativa Donne che dicono NO! In questa settimana su Facebook “IO SONO... ” ci ha fatto vivere ancora più l’orgoglio di essere donne, abbiamo avuto l’occasione di comunicarlo e di condividerlo, scoprendo e riscoprendo le une dalle altre le trame del nostro percorso lungo, tortuoso, ricco e valoroso e, soprattutto, ancora in divenire. Tante le emozioni, vi ringrazio tantissimo della partecipazione.

Ora che siamo agli sgoccioli (ma c'è tempo fino al trentuno, quindi mi raccomando continuate a partecipare, soprattutto caricando immagini di donne valorose con dedica sia nell'album comune nell'evento, che in quello nella pagina Fan di Società Usa e Getta, ho delle ideuzze... ;-), volevo fare un po’ il punto su questo bel “baccano” che abbiamo creato in giro.

Una cosa che ho notato in alcuni post che ho letto che parlavano dell’iniziativa, è una certa diffidenza nei confronti di questo “Società Usa e Getta”.
Molti si chiederanno che cosa c’è dietro? E io rispondo, nulla o meglio, tanto: una donna.
Questo è un blog personale, sono una donna  di 33 anni che non appartiene a nessun partito, a nessuna associazione e nessuna specifica chiesa.
Il mio è un percorso intellettuale e spirituale tutto mio, personale e libero.
Dunque, io sono devo dire una aimè ex giornalista, con specializzazione su tematiche legate alla devianza ed alla marginalità sociale. Ho condotto in passato diverse inchieste, tra cui una sulla tratta e prostituzione, ed una sulla violenza domestica. Per questo il sottotitolo del mio blog: Società... politica... donne... marginalità. Uno sguardo alla società usa e getta.
 Le vicissitudini della vita mi hanno portata ad orientarmi professionalmente verso le nuove tecnologie e l’innovazione, settore molto stimolante e che amo molto.
Ma la passione per la scrittura, e la denuncia sociale mi è rimasta, ed ho tenuto aperto questo che è il mio primissimo blog, riversandoci le mie riflessioni senza bavaglio utilizzando uno pseudonimo, che non è quindi il mio vero nome,  Sara Mago -  ispirato a Josè Saramago, uno dei miei autori preferiti.

Tornando a noi, altra cosa che ho notato è che l’iniziativa è stata legata fortemente al Ruby – Gate, che sicuramente ha rappresentato un fattore spinta alla sua diffusione.

In realtà io del Bunga Bunga me ne infischio, o meglio, me ne infischio dello specifico Bunga Bunga in questione.

Legare l’iniziativa “Io Sono…” al singolo accadimento politico attuale, sarebbe alquanto limitativo. Gli accadimenti di attualità, non sono stati altro che la classica “goccia che ha fatto traboccare il vaso”, ed il problema non è solamente appurare se i fatti sono accaduti o no, o le dinamiche, ma il bombardamento mediatico che ne è conseguito. Bombardamento mediatico che ha, bisogna ammetterlo, stralciato il velo su  usi o mentalità che permeano la nostra società, in tutti i suoi ambiti. 

E' quindi una questione culturale, più che politica, a cui ho pensato di rispondere, appunto,  con una iniziativa culturale attraverso l'utilizzo dei Nuovi Media.

Quello che più mi preme, sono i tanti “bunga bunga” quotidiani, che non sono argomenti di attualità, ma sono questioni aimè antichissime. 

Pensiamo al diritto della donna ad autodeterminarsi, all’indipendenza economica e lavorativa senza cedere necessariamente a ricatti sessuali, situazioni che avvengono talmente di frequente, e trasversalmente e senza fazioni... che addirittura sono quasi percepite come la normalità, svilendo così la donna che nella maggior parte dei casi le subisce.

Pensiamo alla maternità negata, vissuta con disagio quando invece è una cosa bellissima e preziosissima per lo stesso sopravvivere della società, e per questo deve essere non solo valorizzata ma anche supportata da servizi… al voyeurismo, mercificazione e strumentalizzazione del corpo femminile nel quotidiano, nei media e nel dibattito politico-ideologicoIl corpo della donna che viene continuamente svestito e vestito, scoperto e coperto e noi sembriamo quasi perderne il controllo. E poi tanto tanto altro ancora, c’è talmente tanto da dire!

Tra l’altro l’appello non contiene, almeno nelle mie intenzioni, alcun giudizio morale o stigmatizzazione nei confronti delle prostitute. Quest’ultimo è un fenomeno vasto e variegato, in passato ho pubblicato dei comunicati stampa di associazioni di prostitute che chiedono dignità e riconoscimento, appello a cui non posso far altro che aderire.

L’iniziativa “Io sono... ” lascia finalmente le donne completamente libere di auto - definirsi creativamente, culturalmente, anche perché no, politicamente... al di la del bombardamento mediatico.

Diverse sono state le donne citate, dalla Rita Levi Montalcini alla Fallaci, dal Madre Teresa di Calcutta alla Partigiana. Ma il bello è che siamo tutte unite ed impariamo l’una dall’altra.

Ringrazio anche l’Unità che ha comunicato “Le donne che dicono NO”, e colgo l’occasione per ribadire che l'iniziativa Facebook  “Io sono… “ NON  è legata alle iniziative prese dalla testata, poi ovviamente ognuna è libera di aderire.

L’unica piccola puntualizzazione sull’articolo dell'Unità "Facebook: «Dissento...e sono Rosa Luxemburg»", quando è stato citato, virgolettato, una parte dell’appello che accompagna l’iniziativa "Donne dicono NO! In questa settimana su Facebook "IO SONO..", in realtà è stato rielaborato ed è stato tolto il riferimento al diritto di scegliere che vestito indossare al di la delle imposizioni “di ruolo” da parte della società o di un uomo... penso che questo diritto faccia parte integrante dell’appello, a cui ormai più di 115.000 donne hanno aderito.  Il diritto ad essere libere di mostrare la nostra femminilità, senza essere per questo additate, stigmatizzate se non abusate.. e di essere rispettate a prescindere dal nostro aspetto, non è cosa da poco ne purtroppo nel 2011 scontato.

Concludo dicendo che... l’iniziativa non terminerà certo il 31 Gennaio. Si è, infatti, creato un bel network di battagliere (e battaglieri, visto che ci sono stati uomini che hanno aderito) che si sono messi all’opera... c’è chi ha creato il video promo dell’evento, c’è chi si è messo a disposizione per l’ufficio stampa, chi ha proposto tante idee tra cui quella di organizzare degli incontri.  

Quindi continuate seguire Società Usa e Getta…  vi lascio anche la mail di contatto: sara.mago.g@gmail.com

*Nota aggiunta il 29/01 : Laura Ruggero mi ha segnalato un post polemico uscito su Vanity Fair “Perché non metto la foto di Marie Curie”.
Bellissima la risposta all’articolo di Vanity fatta da Laura Ruggiero nel suo blog: “Io Sono la mia soggettività nell'oggettività di un'iniziativa”.
D'altronde, come ho cercato di chiarire sopra, spesso la nostra iniziativa è stata interpretata, forse a causa della non chiarezza di comunicazione, in seso troppo stigmatizzante e moralista, e questo post infatti è stato scritto anche per chiarire questo punto. 

5 commenti:

SORELLALUNAeFRATELLOSOLE ha detto...

Il tuo articolo rende perfettamente l'idea del momento storico (oserei definirlo) che le donne stanno ri-cominciando a vivere (vale per le donne più adulte che desiderano riappropriarsi delle vecchie conquiste perdute nel corso degli anni attraverso la società usa e getta, e per le giovani donne che intendono condividere il vero senso del VOLER ESSERE).
Essere o apparire, questo è il problema (uno dei tanti!) che ci ha portate a ritrovarci così numerose nell'arco di qualche giorno appena, unite non nella critica al ruby-gate (la goccia che pur se in fin dei conti ci ha "regalato" la nota dell'accordo), ma nella (ri)conquista della libertà di ESSERE, del diritto di essere libere di manifestare la nostra vera essenza, la nostra femminilità come meglio garba ad ognuna di noi (eh sì che il mondo femminile e davvero variegato!)
T'invio un abbraccio Sara. Un abbraccio virtuale ma pur carico d'affetto e stima!
EnzaColottiConte

Anonimo ha detto...

Ho letto l'intervento di Paola Jacobbi su Vanity Fair e la mia interpretazione è che la frase "questo esercito di donne opportuniste e/o disperate" sia riferita a tutte coloro che affollavano la corte di Arcore, non a quante hanno aderito all'appello in Facebook.
Renato Zennaro

Sara Mago ha detto...

Hai ragione Renato ho letto frettolosamente, ed ho tarato il post. Il mio pensiero è in conclusione che sotto un certo punto di vista la riflessione della giornalista di Vanity è condivisibile, perchè alla nostra iniziativa è stata data una valenza troppo stigmatizzante e moralista, nei confronti di altre donne, punto che tra l'altro ho cercato di chiarire in questo post. Grazie del tuo contributo.

Sophie Germain ha detto...

Un grazie per il suo impegno, il suo contagioso entusiasmo nel risvegliare il diritto/dovere di indignarsi di tutte le donne che hanno dimenticato la voglia di urlare il prorpio dissenso contro una realtà, una politica, una società che mercifica la dignità e il rispetto.
Per una volta vorrei che tutti coloro(uomini e donne) che hanno trasformato il corpo femminile in un campo di battaglia dove vige la legge della domanda e dell'offerta, smettessero di parlare e guardare il mondo diviso in due colori: uomini e donne, ma vedessero semplicemente l'essere umano!
L'essere umano non ha colori, razze,sessi,partiti politici,religioni...l'essere umano non si vende,non si compra, non ha un prezzo, non si usa, non si sfrutta, non è un mercato,ma va solo rispettato!
Il mio sostegno e i miei complimenti per questo suo impegno nel mobilitare la coscienza della dignità femminile, nell'incitare le donne a non accettare una società che vuole anestetizzare il valore del rispetto e dei diritti umani.

Sara Mago ha detto...

@Sophie e @Sorellaluna.. grazie a voi, a tutte, non sono sola, non siamo sole, che bello! :-)