mercoledì 16 febbraio 2011

Egitto:Cairo, la giornalista Lara Logan stuprata in piazza dai manifestanti

Lara Logan, reporter 39nne americana della CBS.. è stata stuprata, nella piazza di Tahir, da una folla di egiziani che l'11 Febbraio, festeggiavano le dimissioni di Mumbarak (la foto la ritrae pochi minuti prima dell'assalto)

Questa notizia mi ha sconvoltà, un fatto gravissimo proprio mentre in occidente si moltiplicano le manifestazioni di solidarietà verso la popolazione Egiziana.
Pensiamo alle dinamiche.

La Logan ed i suoi collaboratori, si trovavano nella piazza della città per fare il report in diretta degli accadimenti, ma vista l'imponente folla, la troup si è dispersa.
Ecco che la cronista è rimasta sola, attorniata da una folla composta per la maggior parte da uomini, è stata aggredita e stuprata brutalmente per quasi mezzora.

Uno stupro collettivo durato per quasi mezzora senza che nessuno intervenisse, immezzo ad una folla tra l'altro che stava festeggiando, nella piazza della capitale dell'Egitto.
Nessuno, ed in particolare nessun uomo l'ha protetta, anzi... i presenti sono divenuti complici di questo orrore.

La donna si è salvata solo grazie alla mobilitazione di altre donne, egiziane, che hanno chiamato i militari (dopo però che è trascorso un bel lasso di tempo).
Come è stata possibile una cosa del genere? Le dinamiche sono allucinanti, ed è importante chiarirle, come è importante lasciare per un attimo la politica al di fuori, e riflettere sulla concezione e condizione femminile. 

Per approfondimenti:
- CNN News: CBS correspondent assaulted in Egypt (in inglese)

Post correlati:
- Noi siamo... una donna egiziana.
- Islam a confronto: divorzio, maternità ed affidamento dei minori. 

3 commenti:

Sara Mago ha detto...

Aggiornamento dalla CBS del 16/02: ‎"Gli agenti che la interrogavano l'accusavano di essere un agente di israele, ed erano riluttanti ad offrirle cure mediche. Hanno ignorato le sue condizioni finchè non ha iniziato a vomitare.. e ha continuata a vomitare le cose che il medico gli ha dato, nella cella dell'interrogatorio, e nell'ufficio dove è stata portata dopo l'interrogatorio".. http://edition.cnn.com/2011/WORLD/meast/02/15/egypt.logan.assault/index.html

SORELLALUNAeFRATELLOSOLE ha detto...

La mia idea sulla vicenda è questa:
- Israele è un Paese tecnologicamente avanzato e quindi non credo proprio abbia bisogno di "spie" umane da infiltrare (come scusa non regge proprio!);
- La troupe era già stata presa di mira prima dello stupro ai danni di Lara;
- con quell'atto becero (che secondo me non è stato perpetrato dalla "gente comune") si è voluto colpire tanto la donna attraverso Lara, tanto gli uomini che l'accompagnavano/appoggiavano nel suo lavoro (lavoro=indipendenza), tanto i giornalisti occidentali che si stanno occupando dei "fatti di casa d'altri";
- nonostante queste azioni tendenti a nascondere la polvere sotto il tappeto, la "gente comune" rialza il tappeto attraverso video messaggi specialmente con i cellulari;
- della vicenda di Lara e della troupe non si è parlato attraverso i media (abbiamo dovuto cercare la notizia nel web), e la domanda è: perché? visto che è gravissimo (e l'America cosa dice a proposito oltre al fatto che Obama ha telefonato a Lara);
- è significativo (secondo me) che siano state alcune donne ad intervenire per evitare il peggio a Lara (poteva anche rimetterci la vita e la colpa sarebbe stata della "gente comune"), a quel punto non potevano non intervenire gli agenti per prendere in mano la situazione così come hanno fatto;
- la comunicazione fra donne "da una parte all'altra dell'America" fa paura;
- la condizione femminile in Egitto (e anche negli altri paesi mediorientali, tranne che in Israele) è d'inferiorità in ogni campo.
Questi i punti che mi hanno fatta riflettere fin dal principio su questa vicenda.
Se penso che le donne africane, asiatiche, mediorientali (e a momenti anche noi occidentali tornavamo indietro!!) vivono sottomesse alla prepotenza del maschilismo e del sessismo e relegate solo nell'ambito familiare, e se penso che quest'onda del nuovo risveglio femminile s'è affacciato in ogni paese del mondo (nel '68 avvenne solo in alcuni paesi), non posso non pensare che questo faccia mooooooolta paura a tutti e che si tenta di reprimere il risveglio attraverso questi atti di aggressione fisica, di strumentalizzazioni, e di ogni altro atto che possa ottenere lo scopo di "riaddormentare" la dea.

Sara Mago ha detto...

Quella giornalista stuprata ci ricorda che cos’è la rivolta d’Egitto
Il Giornale, 19 febbraio 2011:
"Non si è parlato neppure dei molti feroci slogan antisemiti e antiamericani, ben documentati da tante foto. I volti ripresi dalla telecamera di coloro che hanno aggredito sessualmente e brutalizzato Lara sono stati oscurati. I giornalisti in piazza erano là per raccontare la bella rivolta degli egiziani contro il dittatore, per parlare di libertà e di futuro, di modernità e di speranza. Cosa c’entrava che Lara venisse violentata? Che le urlassero, come è accaduto, «ebrea ebrea», giusto la peggiore fra tutte le accuse che quella folla potesse concepire? E mentre Lara veniva trasportata, ridotta a uno straccio, lontano dalla folla per essere rimpatriata e trasferita in un ospedale americano, noi giornalisti continuavamo a cantare le lodi di quella piazza."
"Riporta l’Annunziata che ogni giorno il 98 per cento delle donne straniere in Egitto viene molestata, e così accade al 60 per cento delle donne egiziane. Il più recente rapporto PEW sull’opinione pubblica comunica che l’82 per cento è favorevole alla lapidazione delle adultere. Questo tipo di informazioni le abbiamo lette raramente nei giorni di Piazza Tahrir, invece sono fondamentali per capire cosa è stato l’Egitto, cosa è, e anche purtroppo probabilmente, che cosa sarà o contro che cosa dovrà battersi per diventare un Paese democratico. Solo non chiudendo i nostri e gli altrui occhi su questa realtà noi giornalisti possiamo aiutare a evitarlo."
http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=3&Id=2524