sabato 19 febbraio 2011

La prostituzione, la nostra complicità e ipocrisia...e l'orgoglio di Perla

Tempo fa, nel 2006, quando scrivevo per un settimanale di approfondimento locale facente parte del gruppo Avvenire, "La Voce delle Marche", mi occupai attraverso l'inchiesta "Vita da Strada" di postituzione.
Oggi più che mai, questa inchiesta è attuale, ed ho deciso di riportarvene alcuni stralci.
Il focus principale è la Tratta (in rif.alla legge 228/2003), anche se poi il tema è stato allargato fino a parlare anche della prostituzione maschile (spesso sono giovani "immigrati" che si "offrono" per vivere), ed anche di quel che "On the Road", una delle associazioni a cui mi sono rivolta per approfondire, ha descritto come fenomeno, e cioè la prostituzione di molte italiane sole con figli.
Ora, riassumere in un post un'inchiesta di quattro pagine è impossibile.
Però ve ne riporto solo alcuni stralci, che fanno riflettere anche in relazione all'attualità, ed alle nostre motivazioni come "movimento femminile".
Vi porto uno stralcio dell'introduzione all'inchiesta, che contiene una riflessione sulla tanta ipocrisia che c'è dietro quando parliamo di prostituzione, ipocrisia che stiamo leggendo aimè molto spesso nei giornali e nel dibattito politico di questi giorni.
Alcune delle vicende in cui è coinvolto il nostro Presidente Berlusconi, e per cui è attualmente sotto processo, non sono altro che la millesima punta di un iceberg di un fenomeno talmente vasto e permeante, che ci coinvolge più di quanto ci immaginiamo, e che ha radici molto profonde e antiche.
E non possiamo parlarne con sdegno e moralismo, perchè è un fenomeno che ci riguarda tutti, e se negli ultimi anni c'è stata una degenazione fino a divenire un costume "normalmente accettato" se non "un modello vincente", non possiamo fare altro che dare la colpa a noi stessi, perchè sapevamo e non abbiamo fatto nulla affinchè ciò non accadesse. Semplicemente ci abbiamo convissuto, l'abbiamo minimizzato, spesso abbiamo fatto finta di non vedere: fatto stà che i più... non hanno fatto un gran chè! 
Ipocrisia appunto, che stride con il grande orgoglio di Perla - è un nome fittizio, il suo vero nome non l'ho reso pubblico per proteggerla.
Perla quando l'ho intervistata aveva 20 anni, ed è una ex prostituta rumena. Quando è stata obbligata a prostituirsi, non con la violenza ma attraverso tecniche di soggezzione psicologica, era minorenne.
L'incontro con questa ragazza minuta, pensate che aveva acquistato i suoi vestiti alla 012, ma tanto forte mi ha colpito molto.
Mi ha colpito il suo orgoglio con cui mi diceva il suo pensiero nei confronti degli italiani ed in particolare degli uomini "viziati e stupidi", e nell'affermare (questo non l'ho scritto nel pezzo ma me lo ricordo vivamente) che, nonostante le sue grandi sofferenze, se fosse tornata inietro avrebbe rifatto le stesse cose.
Perchè grazie a queste sofferenze, era riuscita a costruirsi una vita indipendente dalla sua famiglia che tanto la faceva soffrire, ed ora era più forte.
Mi ha colpito anche per la sua fanciullezza perduta, quando mi ha detto che la cosa più difficile per lei era fidarsi.

Buona lettura...

Dall'introduzione all'inchiesta "Vita da Strada":

"Sono pochi coloro che si rendono conto che la Tratta permea con l'accondiscendenza dei più, il sistema socio-economico globale, e che la mercificazione umana ha anche origine nella tanto bramata globalizzazione.
Complice della tratta il sistema dei paesi di origine i quali, spesso a causa di crisi politiche-economiche, sono retti da regimi di semi-legalità che tende a mantenere i priovilegi di pochi a scapito dei più poveri.
Complice è il sistema politico- dei paesi di destinazione che tendono spesso più a nascondere il fenomeno piuttosto che a capirne le cause ed arginarlo. Basti pensare alla rete dei Night Clubs, che non è altro che prostituzione semi-legalizzata che permette grosse entrate al fisco, oltre che ad essere il canale privilegiato per il reciclo di denaro sporco.
Complice è la gente comune che affitta i propri appartamenti e locali senza preoccuparsi dell'uso che ne viene fatto, anzi approfittanone per alzare i prezzi, facendolo diventare un business redditizio.
Complici sono gli imprenditori (italiani e stranieri ndr) che sottoscrivono false assunzioni al fine di prolungare i permessi di soggiorno degli sfruttatori e degli sfruttati.
Complici sono i prestanome dei falsi matrimoni.
Complici sono la nostra leggerezza, i nostri capricci simili a quelli di un bambino viziato, il nostro ipocrita perbenismo.
Complice della tratta è la riluttanza ad ammettere che tutti noi siamo parte integrante di questo sistema malato"

Rileggendo ciò che ho scritto, 5 anni fa, mi viene a pensare: perchè solo ora questa denuncia? E Perchè indirizzarla solo ad un obbiettivo ben preciso, quando il sistema è ben più diffuso ed antico?
Opportunità politica? Ebbene si... meglio tardi che mai!
Speriamo che come spesso accade quando certi fenomeni sociali vanno alla ribalta solo a causa, appunto, dell'agenda politica, non si stratta di una bolla mediatica alla quale, passata appunto l'obbiettivo attuale, non cadrà nel silenzio e nell'accondiscendenza.
Esperienza mi dice che il rischio c'è, soprattutto se, come è accaduto, certe istanze sono state banalmente legate all'accadimento politico e a una sola persona.

Tornando a noi, l'intervista a Perla ve la lascio leggere direttamente dalla scansione dell'articolo, buona lettura:


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