sabato 17 settembre 2011

#Indignati o #italianrevolution: tra chiusure, censure e fanatismo ideologico.Una "rivoluzione" che non è evoluzione.

Sono un'attivista, ho la lotta nel sangue, non riesco a starmene con le mani in mano, devo fare qualcosa. L'impulso a scrivere, investigare, partecipare è per me irresistibile.

Ho seguito il movimento degli indignados sin dai sui esordi. Questo perché ho degli amici spagnoli che hanno vissuto la nascita del movimento sin dai suoi esordi, ma anche perché attratta dalle sue origini: il movimento degli indignados è nato in Spagna, paese di sinistra, anzi Zapatero è sempre stato il baluardo della sinistra europea.

Il fallimento di Zapatero, e della Spagna, ha anche sancito il fallimento delle sinistre europee.
Fallimento che vediamo anche qui in Italia. Una sinistra inconsistente, incapace di dare risposte concrete.. e capace solo di creare polemica vuota e non propositiva/ costruttiva.. la sua arte è creare instabilità.
Come da articolo del giornale tedesco "Die Tageszeitung" (lo trovate nell'ultimo Internazionale in edicola), solo il 20% degli italiani giudica positivamente il comportamento dell'opposizione.
Ed un'opposizione forte è alla base di una democrazia che si rispetti.

Il movimento degli indignados l'ho seguito perchè nato in polemica proprio con il bipolarismo, che nn ha portato al nulla se non alla riproduzione della casta.
Mi è venuto quindi spontaneo avvicinarmi all' #italianrevolution, controparte italiana del movimento spagnolo.. per esserne profondamente delusa.
Movimento viziato ideologicamente da visioni estremiste, poco aperto, per nulla portatore di nuove idee, e pilotato.

Alle riunioni che si sono tenute a Bologna sono stati invitati a parlare esponenti della CGIL, o comunque militanti di estrema sinistra.

Ecco il programma che ne è venuto fuori (ah dicono durante un'assemblea popolare a Bologna.. dove hanno partecipato circa 30/40 soggetti.. bhè non è proprio quel che si suol dire movimento di massa): anticapitalismo.. abolizione della proprietà privata, nazionalizzazione del settore finanziario e delle aziende in fallimento... abolizione dell'alternaza di governo!?!? (a casa mia questo significa dittatura)
.. tradotto: comunismo, marxismo, stalinismo.
Che cosa c'è di nuovo? Nulla.
E dunque. Noi sappiamo che cosa ha portato il comunismo: dittature, privazione di libertà, censure, in efficienza, debiti, corruzione, tanto debito pubblico, imposizione.

E dunque.. ritorniamo sempre allo stesso punto, nulla è cambiato, non c'è nulla di positivo, costruttivo, innovativo.

Ho deciso di entrare in contatto con il movimento, attraverso la chat comune ed aperta, di cui vi riporto una trascrizione per intero (dovete aspettare qualche secondo, per poi cliccare su "Download Standard").

la premessa è stata: ammessa la presenza dei militanti di estrema sinistra, però bandito il tricolore perchè da fascisti (?!?!?!.. perché?!?!?! che c'entra?!?!?! Amare il proprio paese è essere fascisti?!?!?).
Addirittura il tricolore deve scomparire anche dai volantini... (?!?!?!)

Vabbè, alche ho presentato le mie idee (come da conversazione - ricordatevi, attendete il "download standard", dopo circa 40 secondi)
. Un'idea di "profitto" che non si basa esclusivamente sul ritorno economico, ma sul beneficio che l'azienda/prodotto da alla società (pensiamo all'ecosostenibilità, ai prodotti fatti con materiale da riciclo, alle aziende family friendly). In sostanza l'impresa vincente non è più quella che crea maggiore profitto economico.. ma quella che crea un più impatto positivo sociale ed ambientale. Introdurre maggiori sanzioni e penalizzazzione delle aziende non etiche.

. Una filosofia del Km 0 non solo negli alimenti ma anche negli altri prodotti di consumo. Questo significa nell'acquisto rivolgersi agli artigiani locali piuttosto che alle multinazionali. Come conseguenza si avrà una valorizzazione delle tipicità, una maggiore coesione sociale.. e maggiori opportunità di lavoro sul territorio.

. Largo ai giovani ed alle idee innovative, che sono soffocati dalle lobby del potere: incentivare le nuove idee di prodotto e di impresa che hanno un impatto positivo sul territorio. Dove trovare i soldi mi hanno chiesto.. ebbene facile..ri-allocare risorse da attività negative (es. armamenti per le guerre) ad attività positiva.
Questa per me è una rivoluzione positiva...

E' inutile dire che ci sono già tante forze che spendono la loro vita in tal senso, al costo di indebitarsi fino al collo. Questi sono i veri rivoluzionari. 

Ebbene.. sono stata bollata con diversi aggettivi, dalla capitalista, alla buonista... all'utopista.
Troppo facile scendere in piazza e non dire nulla di costruttivo.
Dicono che sono contrari al capitalismo, e poi ripropongono quelle che sono le categorie ed i concetti del capitalismo "cattivo": vale a dire il concetto di classe.
La ricetta proposta è sempre quella, bollita e ribollita, e come sappiamo, fallimentare.
Ovviamente le mie idee non sono state recepite, come altre idee poste dagli iscritti nella pagina Facebook Italian Revolution, non recepite dagli amministratori (ho letto più di una volta proposte legate all' ecosostenibilità, ed ad una nuova economia centrata sull'uomo ed i suoi bisogni, e sul green).

La cosa che mi fa arrabbiare di tutto questo, è che.. visto che certe proposte hanno fallito.. ce le ripropongono cambiando veste e colore.. ma i contenuti sono gli stessi, oltre che le modalità. Ma che ipocrisia è questa? La conversazione dimostra che il movimento è infiltrato e pilotato.
Infatti, pur citando continuamente nella comunicaizone, Marx e comunismo... hanno detto esplicitamente di nn usare i vecchi simboli! 

Inoltre quello che è nato come un movimento spontaneo in Spagna, è stato importanto perchè voluto ed aspettato da forze già esistenti. Alcuni giovani sono spontanei, ma sono corrotti dalle ideologie e facilmente manipolabili da gente più esperta (come si avince dalla conversazione ancora).

Che dire.. questa è rivoluzione? Questa è una rivoluzione mancata in partenza.. un'imposizione di pensiero, è manipolazione... 

Aggiungo i commenti nel corpo del testo per problemi di condivisione:

Luca Iacovone ha detto...
Ciao! io sono uno student universitario che il 15 ottobre parteciperà alla manifestaiozne degli "Indignados" italiani. Io non ho mai sentito parlare di questi italian revolution. se c'è qualcosa di originale in questo movimento è proprio il fatto di non avere un partito, un organizzazione di tipo gerarchico e/o ideologico. In tutte le assemblee in cui ho partecipato non ho mai sentito parlare nè di abolizione della proprietà privata, nè di stalinismo. Evitando di commetter el'errore di buttare nel secchio Marx da cui molto si può ancora attingere, io ho solo sentito parlare di wellfare, di diritto allo studio, di autoformazione, di tassazione delle rendire finanziarie, di democrazia diretta, di ecosostenibilità, di dignità del lavoro, lotta alla precarietà, di vita degna ecc... forse basta solo cambiare assemblea se non vi si ocndivdono gli ideali, senza bocciare in blocco un intero movimento e considerarlo pilotato.
ti ringrazio comunque per la tua testimonianza
 
Sara Mago ha detto...
Luca, me lo auguro ma non è quello che ne è uscito fuori. Stavo dialogando con un esponente di Roma, ed il link riportato è quello dell'assemblea a Bologna.

1 commento:

Sara Mago ha detto...

Sono un'attivista, ho la lotta nel sangue, non riesco a starmene con le mani in mano, devo fare qualcosa. L'impulso a scrivere, investigare, partecipare è per me irresistibile.
Mi è venuto quindi spontaneo avvicinarmi all' #italianrevolution, controparte italiana del movimento spagnolo.. per esserne profondamente delusa.
Movimento viziato ideologicamente da visioni estremiste, poco aperto, per nulla portatore di nuove idee, e pilotato.

(ps: i commenti saranno inseriti nel corpo del testo)