domenica 9 ottobre 2011

Un confronto tra donne sulla Sura An-Nisâ' (Le Donne) del Corano

Il mio scopo non quello di fare polemica facile. Vorrei puntualizzarlo all'inizio di questo post, perché so che andrò a toccare una questione spinosa.
Ci sono argomenti che oggi più che mai sono difficili da trattare.
Il motivo per cui lo sto scrivendo, è perché penso onestamente che sia molto utile e costruttivo il confronto, soprattutto se si tratta di un confronto tra donne.
Come ho già svelato in passato, la mia curiosità, e la mia continua ricerca intellettuale e spirituale, mi ha portata ad avvicinarmi all'Islam, confrontandomi anche con studiosi e credenti.
Con questo post la mia intenzione è di porre a conoscenza un piccolo confronto, che penso sia emblematico sulle mille pressioni, contraddizioni, significati culturali con cui ci dobbiamo confrontare nell'essere, appunto, donne.
Ho chiesto, in una conversazione, ad una donna Giordana, il significato del seguente versetto della Sura An-Nisâ' (Le Donne) del Corano:

"34. Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande."


Ovviamente non pretendevo una risposta completa, ed esaustiva, il mio scopo era piuttosto, di investigare come lei, donna musulmana, si rapportasse a tale versetto, magari in maniera diversa da me, magari in modo eguale.
La sua risposta è stata ben più articolata, andando a toccare anche altri "temi caldi", come per esempio il valore della testimonianza delle donne ai tribunali della sharia (che è la metà di quella degli uomini).

Faccio notare che io non ho dato nessuna interpretazione, ho solo chiesto il significato del versetto.

Riporto la sua risposta:

" Bello che certa gente si interessi all'Islam.Troppo divertente leggere e sentire che si da da fare ad interpretare versetti del sacro Corano e detti del Profeta (pace e benedizione su di lui) con una semplicità pazzesca.

34. Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele*. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande. *[“battetele”: interrogato in merito a questa forma di punizione maritale, l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) l'ha sconsigliata con fermezza e, in caso estremo, l'ha permessa a condizione di risparmiare il volto e che i colpi vengano inferti con un fazzoletto o con il siwâk (il bastoncino che si usa per la pulizia dei denti)]
--poi che la testimonianza della donna valga la metà..e il Hadit che hai usato è incompleto.
il profeta rispose :(sta nella scarsita di cervello e di religione) questo perchè?? semplicemente perchè la la memoria della donna confronto quella del uomo e piu debole(non tirarmi fuori le eccezioni) po la donna maggiormente si fa prendere dalle emozioni e ci sono quelle che non riescono a vedere il sangue o assistere a determinate situazioni,poi qundo hanno le loro cose avvengono delle VARIAZIONI AL LIVELLO DEL LORO SISTEMA NERVOSO ED ORMONALA.
PER QUANTO RIGUARDA LA SCARSITA RELIGIOSA..STA NEL FATTO CHE QUANDO HANNO LE LORO COSE NON PREGANO,NON FANNO IL RAMADAN O QUANDO SONO IN CINTA.
POI SE QUALCUNO COME TE MUSULMANO SIA O DIVERSO LE INTERPRETA COME FA COMODO A LORO ,SONO LORO IL PROBLEMA MA NON LA RELIGIONE."



Nella conversazione, ho soltanto controbattuto che a me non risulta che le donne abbiano minori capacità intellettive, l'eccellere femminile (rispetti ai colleghi maschietti) alle università ad esempio non è che sia tanto un'eccezione, come le tante infermiere,  la forte capacità fisica di resistenza al dolore (chi ha partorito lo sa bene!), viviamo anche di più... e forse alcune donne dovrebbero essere più coscienti delle loro facoltà ed essere più sicure di loro stesse.
La mia risposta è stata presa come un'offesa all'Islam, così ho preferito ringraziare e chiudere. Anche perchè l'atteggiamento era un pò sulle difensive (forse, lo ammetto, da parte di entrambe). Non sono alla ricerca di uno scontro, ma di un confronto.

La mia riflessione è che ci sono dei retaggi culturali comuni, c'è poi chi li ha canonizzati in maniera più o meno rigida o "evolutiva", chi ha dato risposte diverse... anche in momenti storici diversi.

Inoltre, permettetemi questa sferzata d'orgoglio... la donna, il suo sentire, percepire, la sua forza, il suo corpo... fa un pò paura, alcune volte anche a noi stesse!

Poi quanto questi retaggi siano fondati.. e quanto siano giuste o meno le risposte a tali retaggi, penso (spero) che non ci sia bisogno di ribadirlo. Vi lascio nella riflessione...

Io vado avanti, indomabile e curiosa... Buona notte!

PS: questa puntualizzazione *[“battetele”: interrogato in merito a questa forma di punizione maritale, l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) l'ha sconsigliata con fermezza e, in caso estremo, l'ha permessa a condizione di risparmiare il volto e che i colpi vengano inferti con un fazzoletto o con il siwâk (il bastoncino che si usa per la pulizia dei denti)] 
è la stessa riportata da Piccardo, un italiano convertito, nella sua traduzione del Corano, ma non c'è in tutte le versioni tradotte, come non in tutte le versioni tradotte è usato il termine "battetele". 

7 commenti:

paola ha detto...

Bene, vedo che la strada verso l'esegesi storica dei testi sacri, per molti musulmani, è ancora lunga. Non disperiamo, anche gli ebrei e i cristiani ci hanno messo un bel po' di tempo, ma hanno incominciato prima. Se mi permetti una sintesi del discorso, che sarebbe molto lungo, eccola: piano piano coloro che nei nei testi sacri cercavano più di un documento storico, si sono accorti/e che bisognava "distinguere il grano dal loglio", cioè individuare ciò che apparteneva alla cultura dell'epoca in cui quei testi erano stati scritti, da ciò che invece la superava, innovandola, e che poteva essere considerato frutto dell'ispirazione divina. Non sembra ma ce ne vuole, eh, per arrivarci. Non disperiamo, di qua del Mediterraneo la strada è stata obbligata dalla forza della modernità. Vale anche al di là, prima o poi.

Pier ha detto...

Per completezza, una possibile traduzione del versetto è anche:
"Alcuni uomini hanno responsabilità nei confronti delle donne, dal momento che il Dio favorisce alcune persone piuttosto che altre [= rende ricche] e dal momento che (per esse) spendono la propria fortuna [= se il marito è ricco e la moglie non ha mezzi di sostentamento, il marito è tenuto a sostenere sua moglie]. Le donne giuste sono pie, custodiscono l'invisibile secondo quanto il Dio ha reso invisibile [= la fede nel Dio]. Le donne di cui temete l'adulterio, ammonitele, e poi abbandonatele nel letto [= non abbiate rapporti sessuali con loro], e infine separatevi [il verbo barada ha molteplici significati: separarsi, battere, fare sesso, punire...]".
E' purtroppo innegabile che molte donne musulmane continuano comunque a difendere le interpretazioni più misogine del Corano...

Sara Mago ha detto...

Ciao Pier! Mi fa piacere averti quì, ho visitato anche il tuo blog (ma magari te lo sai). La tua interpretazione da dove deriva? Sei Italiano Convertito? Te lo chiedo perchè ho fatto un mio percorso seguita da un religioso algerino, e mi sono confrontata anche con Piccardo, ma non ho avuto tale tipo di interpretazione. :-)

Pier ha detto...

Nell'interpretazione del Corano credo sia importante (e comunque è assolutamente lecito anche da un punto di vista islamico, cioè dal punto di vista di una religione non gerarchica) intraprendere percorsi personali di ricerca e confrontare molte fonti e molti commentari (io consulto regolarmente 8 traduzioni "classiche" del Corano, 2 italiane, 2 francesi, 3 inglesi e 1 spagnola, più varie interpretazioni "progressiste", per dire).

La traduzione (mia) che ti ho proposto (e che certo non ho la presunzione di definire "più vera" rispetto ad altre) riprende interpretazioni sviluppate dalla teologia femminista egiziana e dalla teologia "progressista" anglofona, anche se alcune riflessioni sono abbastanza comuni anche al di fuori degli ambienti islamici "liberal".

Sara Mago ha detto...

Pier, io ho letto il corano tradotto da Piccardo, mi sono più volte confrontata con lui telematicamente.
Ho contattato anche diversi siti, come Huda.it, con il cui amministratore ho avuto alcuni scambi di mail su alcuni specifici temi.
Ma più che altro mi ha "seguita" un giovane algerino, psicologo.

Approposito di "battere" lui mi ha parlato di "colpetti terapeutici" hhihihi.. (scusa mi viene da ridere).

Comunque si lo so benissimo che il termine è stato tradotto da Piccardo nella maniera più "materiale". Piccardo è un Islamista membro dell'UCOII che si ispira ai fratelli musulmani, quindi fondamentalista e molto misogeno.

La sostanza comunque non cambia: l'uomo oltre ad essere "favorito" (più ricco), si può permettere di punire sua moglie, la quale dipende economicamente da lui per il suo sostentamento.

Quindil'interpretazione non si discosta tanto da quella data dalla donna.

:-) una cosa, ho letto il tuo blog, vedo che giustamente polemizzi su alcuni atteggiamenti dei cristiani nei confronti dei gay... ti suggerisco anche di informarti sul movimento di riconoscimento dei diritti gay cristiano e cattolico. Proprio l'altro giorno ne parlavo con un ragazzo gay dichiarato, che fa il catechista cattolico.

Pier ha detto...

@ Paola (mi scuso, ma non mi ero accorto del tuo commento prima!): Mi sembra che semplifichi un po' troppo. Da una parte non mi sembra che il percorso di esegesi cristiano o ebraico sia terminato, anzi e per fortuna. Dall'altra, mi piace sottolineare come la distinzione tra "tradizionalisti" e "progressisti" sia fuorviante: i tradizionalisti spesso si richiamano a tradizioni assai recenti (si pensi al familismo), mentre i progressisti spesso si richiamano a tradizioni storiche assai antiche (come la liberalità dell'Islam).

@ Sara Mago: Certo, se la "battitura" è fisica o simbolica cambia poco dal punto di vista dell'assoggettamento della donna all'uomo. E' pur vero che, come ti spiegavo, la battitura è prevista solo in alcune chiavi interpretative, mentre altre non prevedono nulla di punitivo, anzi.

Per quanto riguarda il movimento di riconoscimento dei diritti gay cristiano e cattolico lo conosco bene e lo apprezzo. Ciò non può esimerci dal criticare le posizioni di religiosi che invocano norme penali o sentenze di morte contro gli omosessuali: lo facciamo tanto con i preti cattolici, i pastori evangelici, gli imam islamici o i rabbini ebraici :-)

paola ha detto...

@Pier, se leggi il mio commento non c'è traccia di concetti come "tradizionalisti" e/o "progressisti". Per il resto, la semplificazione è obbligata dallo spazio a disposizione.